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Ferruccio de Bortoli e Mauro Marè*

Per colmare il divario tra i boomer e i giovani è meglio incentivare tutti gli strumenti che consentono il trasferimento di ricchezza verso chi pagherà domani il welfare degli anziani

La flessibilità conquistata dal governo a Bruxelles è, non dimentichiamolo, la licenza a fare un po’ di debito in più. A fronte di investimenti, però. Non per elargire sussidi. Com’è accaduto in altre epoche, e con altri esecutivi, le raccomandazioni dell’Unione europea passano subito in secondo piano. L’enfasi è tutta sui margini di nuova spesa, agitati come un successo negoziale, la prova di un rinnovato peso politico italiano. Sarà, ma a chi scrive pare una reazione un po’ infantile in un Paese che rimuove sistematicamente i problemi di fondo. E dà il calcio alla proverbiale lattina del detto inglese. L’atteggiamento generale — anche di buona parte della classe dirigente — è pari a quello di un adolescente che per educazione ascolta le raccomandazioni dei genitori («Torna presto, stai attento») prima di uscire di casa e assaporare un’aria di ritrovata libertà. Non ci rendiamo conto (e ci rivolgiamo anche all’opposizione favorevole a più deficit per aumentare la spesa sanitaria) che continuiamo a vivere al di sopra delle nostre possibilità. Se avessimo ancora la lira lo avremmo scoperto drammaticamente presto.