Nulla di fatto nell’incontro fra l’azienda Mazzotti e i sindacati

Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Fim-Cisl. A maggio l’azienda di macchine agricole di via Dismano ha annunciato la chiusura dell’impianto e il licenziamento collettivo dei 34 dipendenti, e nell’incontro di ieri non si sono registrati passi in avanti

"Permangono significative divergenze sia sul piano economico sia su quello organizzativo – spiegano i sindacati in una nota – . A oggi non è stato ancora presentato un piano chiaro relativo all’organizzazione del lavoro, ai livelli occupazionali e alla distribuzione delle mansioni. Restano inoltre forti criticità riguardo alle tempistiche complessive del percorso e non risulta ancora definita in maniera trasparente l’effettiva disponibilità economica che l’azienda intende mettere a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici".

"Di fronte a questo quadro di incertezza – continuano i sindacati – e all’assenza di risposte concrete su temi fondamentali per il futuro occupazionale e professionale delle persone coinvolte, le organizzazioni sindacali proclamano a partire dal 9 giugno lo stato di agitazione. Ciò rappresenta rappresenta un segnale chiaro della crescente preoccupazione e del malcontento che si stanno diffondendo tra i lavoratori che prevede il blocco degli straordinari, delle flessibilità e delle reperibilità, e a livello aziendale potranno essere proclamati scioperi complessivamente di almeno 24 ore. In vista del prossimo incontro, fissato per il 17 giugno chiediamo all’azienda di presentarsi al tavolo con proposte concrete, dati trasparenti e un piano credibile"