Milano – Ha un bel coraggio, Arturo Pérez-Reverte, ad ambientare il suo ultimo romanzo ‘L’Isola della donna addormentata’ (Settecolori) nell’Egeo, mare di prodigi e di miti, raccontati da poeti come Omero.
Non è intimidito dal confronto?
“Ho già corso il rischio ambientando “Il problema finale” (con successo, ndr) là dove dal III millennio aC sono state gettate le basi della nostra storia, filosofia, arte, politica. Sì, l’Egeo è il cuore della civiltà occidentale. E sulla sua fine volgono i miei pensieri”.
Una precisazione, l’isoletta di Gynaíka Koimisméni (‘la donna addormentata’), che dà il titolo, non si trova sui dépliant turistici.
“Accanto a Syros, capitale delle Cicladi, l’ho immaginata. E ne ho fatto il regno del barone Katelios e di sua moglie Lena”.








