Alla fine il ribaltone non c’è stato e «l’effetto Vannacci» è stato contenuto. Nel secondo turno delle amministrative a Vigevano ha trionfato Paolo Previde Massara, candidato di Forza Italia, che alla prima tornata aveva raccolto il 24% dei consensi. Di fronte aveva l’ampia coalizione del centrosinistra, da Azione a Rifondazione, che con Rossella Buratti si è fermata al 42%. Dopo sedici anni di amministrazione leghista il comune più importante della lomellina, e il più grande al voto in Lombardia in questa tornata, è rimasto al centrodestra, ma il Carroccio passerà ora all’opposizione.
LA CITTÀ era diventata un piccolo osservatorio dopo che al primo turno il candidato vannacciano, Furio Suvilla, aveva raccolto il 14%, più che raddoppiando i voti che aveva raccolto sei ani fa senza il sostegno dell’eurodeputato, ai tempi lontano dalla politica. E dopo il primo turno Suvilla aveva rifiutato l’apparentamento, invitando i propri elettori ad annullare la scheda o lasciarla bianca. Indicazione disattesa: secondo i flussi elettorali elaborati da YouTrend, il 41% di chi aveva scelto i vannacciani al primo turno ha poi votato per Previde Massara, mentre una piccola parte avrebbe scelto il centrosinistra. «Il generale Vannacci passerà alla storia per aver chiesto di favorire il campo largo. A giudicare dal numero delle schede bianche e nulle, viene da pensare che siano stati proprio i suoi elettori a boicottare lui» ha esultato ieri Alessandro Sorte, deputato e coordinatore di Fi in Lombardia. «Il centrodestra vince perché sa parlare ai cittadini dei loro problemi reali e offre soluzioni, non slogan» ha detto il portavoce azzurro Raffaele Nevi.













