L’ondata di calore delle ultime settimane – che è destinata a intensificarsi a Luglio e Agosto – è solo l’ennesimo segnale del clima come problematica primaria. Ogni lotta è fondamentale e interconnessa, ma che senso avrà portarla avanti senza più un pianeta abitabile? È una delle tante domande che si è posto quest’anno Cinemambiente, manifestazione che si è svolta a Torino dal 3 al 7 giugno, oggi alla sua ventinovesima edizione. Una selezione di sessantanove documentari e film da circa trenta nazioni del mondo, capaci di dare una molteplicità di sguardi sul tema ecologista. E, al contempo, in grado di partire da tale aspetto per toccare innumerevoli questioni sociali e politiche del nostro presente, che si alimentano a vicenda senza soluzione di continuità.
Ha dichiarato Lia Furxhi, alla sua terza edizione consecutiva come direttrice artistica: «In tempi di conflitti, repressione, disinformazione e crescente propaganda, i documentari ritrovano un loro ruolo centrale. In tutto il mondo, attivisti e autori rischiano la propria incolumità per raccontare realtà complesse, denunciare ingiustizie e preservare la memoria. Il loro lavoro comporta la responsabilità di rendere visibile ciò che altri vorrebbero nascondere, di dare voce a coloro cui è stata tolta, sollevando un’istanza di giustizia, ambientale e sociale, che non può essere elusa».















