E' accusata di avere copiato il 91% della sua tesi di laurea, Maria Rosaria Boccia, a cui la Procura di Napoli contesta due capi d'accusa per falso. La notizia della chiusura delle indagini - atto propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio - si diffonde e l'imprenditrice di Pompei decide di passare all'attacco puntando il dito contro chi, sottolinea, l'ha messa sotto una lente di ingrandimento a differenza dell'ex ministro Gennaro Sangiuliano che è "plurindagato, ma nessuno lo scrive".

Secondo le indagini della Guardia di Finanza di Napoli, per la sua tesi di laurea in Economia e Management, datata 2023 e intitolata "Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un'eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica", Maria Rosaria Boccia avrebbe usato materiale prodotto da una studentessa della Luiss che si è laureata nel 2018. Ne avrebbe utilizzato il 70 per cento mentre la restante percentuale sarebbe stata prelevata da altre fonti. Non solo.

Con la "Dichiarazione di originalità dell'elaborato" avrebbe commesso un altro falso. A sua volta, l'università telematica Pegaso, dove Maria Rosaria Boccia si è laureata, si dice parte offesa: "l'inchiesta è stata avviata a seguito di una denuncia presentata dalla stessa Università", fa sapere. Già lo scorso settembre, dopo un servizio giornalistico, la Pegaso aveva avviato le verifiche.