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Redazione online
La denuncia era stata presentata dall'università Unipegaso che ora sarà parte civili. Secondo i pm la tesi sarebbe stata copiata per il 91%. La Pegaso: «Inchiesta avviata su denuncia presentata dall'ateneo»
La Procura di Napoli ha chiuso le indagini avviate per fare luce sull'autenticità della laurea conseguita all'università telematica Pegaso dall'imprenditrice di Pompei Maria Rosaria Boccia. Secondo gli inquirenti (i sostituti procuratori Ciro Capasso, Vincenzo Piscitelli e Claudio Orazio Onorati) la tesi di laurea presentata sarebbe stata in gran parte copiata da quella di un'altra studentessa laureatasi all'università Luiss di Roma nel 2018. Era stata proprio l'università a presentare la denuncia «dopo che il software aveva rilevato irregolarità» e l'ateneo adesso si costituirà parte civile.
La Guardia di Finanza e la Procura di Napoli contestano all'imprenditrice due ipotesi di falso: il primo riguarda la tesi per il diploma di laurea in Economia e Management intitolata «Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un'eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica» che, secondo gli inquirenti, per il 70% sarebbe riconducibile al testo della studentessa della Luiss.











