Procura di Napoli contesta all’imprenditrice di Pompei plagio e falsa dichiarazione per la tesi all’Università Pegaso, sostenuta nel gennaio 2023.

Maria Rosaria Boccia, 43 anni a luglio

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Concluse le indagini sul caso che riguarda la laurea di Maria Rosaria Boccia, 43 anni il prossimo luglio, l'imprenditrice di Pompei che per un periodo è stata legata all'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano di Fratelli d'Italia. L'atto è stato depositato oggi al Tribunale di Napoli, sezione Sicurezza dei Sistemi Informatici.

La Procura le contesta due ipotesi di reato, entrambe legate alla sua tesi di laurea presso l'Università telematica Pegaso, da cui è partito l'esposto-denuncia. Secondo l’accusa, in occasione dell’esame di laurea del Corso di Economia e Management, sostenuto in modalità telematica il 23 gennaio 2023, Boccia avrebbe presentato come propria una tesi intitolata: "Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica". Un testo che, secondo la Procura, sarebbe attribuibile in larga parte, sia nel contenuto sia nel titolo, a un'altra studentessa, laureatasi all'università Luiss di Roma nell'anno accademico 2017/2018, con una tesi triennale dal medesimo titolo. Gli accertamenti avrebbero rilevato un tasso percentuale di plagio pari al 91%. Di questo 91%, almeno il 70% proverrebbe, secondo l’accusa, dall'elaborato attribuibile all'altra studentessa.