La Siria è vittima del fuoco incrociato fra Israele e Iran dopo la ripresa dei raid
"Ci era sembrato di sentire un'esplosione, ma non ci siamo resi conto davvero di cosa fosse". Mahmoud Ataya è incredulo: nel mezzo del suo campo, l'agricoltore siriano ha trovato un missile. È praticamente intatto, conficcato nel terreno, ma intorno c'è un'area bruciata di qualche decina di metri di raggio.
È un danno collaterale degli scambi di missili ripresi nella notte fra Iran e Israele. La rottura della tregua, che resisteva dall'8 aprile scorso - è stata spezzata da una nuova notte di lanci, tra il 7 e 8 giugno.
L'annuncio di Netanyahu: "Diritto all'autodifesa"
"Attualmente il fuoco è cessato, perché dopo aver colpito il regime terroristico di Teheran, esso ha smesso di attaccarci. Israele ha il pieno diritto all'autodifesa e lo eserciterà ogni volta che sarà necessario". Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato i bombardamenti.













