Con la guerra in Iran che giunge al traguardo dei 100 giorni e i negoziati che restano in stallo, sale drammaticamente la tensione nell'area dopo che l'Idf ha sferrato un attacco contro i sobborghi di Beirut scatenando la rappresaglia di Teheran che rischia di coinvolgere anche gli obiettivi americani nella regione. L'escalation è scoppiata nella tarda serata quando l'Iran ha lanciato una serie di ondate di missili facendo scattare la sirene dall'allarme per la prima volta dal cessate il fuoco. Sirene risuonate anche in vari Paesi del Golfo.
Il ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha minacciato che «Teheran deve bruciare», mentre i caccia israeliani si alzavano in volo per contrattaccare in Iran. Donald Trump, subito informato dell'escalation, ha cercato di gettare acqua sul fuoco parlando su Fox: «Avete lanciato i vostri missili, basta così», ha intimato agli iraniani esortando Teheran a tornare al tavolo delle trattative e a raggiungere un accordo. «Con l'attacco a Beirut Israele ha superato tutte le linee rosse», ha affermato il comando militare iraniano rivendicando l'operazione come risposta al raid israeliano alla periferia meridionale di Beirut che ha colpito appartamenti in due edifici. Fino ad oggi la zona a sud della capitale, inclusi i quartieri considerati roccaforti del gruppo sostenuto dall'Iran, era rimasta relativamente risparmiata, essendo stata colpita solo due volte dalla metà di aprile.











