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Torna a salire la tensione in Medio Oriente, dopo che gli Stati Uniti hanno condotto stamattina degli "attacchi di autodifesa" contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane intorno allo Stretto di Hormuz, nonostante il cessate il fuoco in vigore.

Teheran ha duramente condannato il raid statunitense e le continue "azioni illegali e ingiustificate". La Repubblica islamica promette di non lasciare queste azioni impunite e il ministro degli Esteri iraniano, Abolfazl Shekarchi, ha chiarito che qualsiasi nuova aggressione riceverà una risposta "molto più severa" destinata a estendersi oltre la regione. Anche la Guida Suprema, Mojatba Khamenei, ha dichiarato che "le terre della regione non faranno più da scudo delle basi americane". Di contro, i Pasdaran hanno poi rivendicato l'abbattimento di un drone Usa e annunciato di aver aperto il fuoco contro un caccia F-35.

Nel frattempo emergono buoni propositi in merito alla questione negoziale. La delegazione iraniana a Doha parla di ottimismo e perfino il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato, nel corso di una telefonata con l'emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, che Teheran è pronta a raggiungere quello che ha definito "un quadro dignitoso" per porre fine alla guerra e alle attuali tensioni regionali.