Con la bella stagione tornano sulla scena i derelitti dell’emigrazione. Ma se ne parla appena. In Italia, come altrove. A stento, fanno notizia i morti. Gli schiavi del terzo millennio sono diventati una componente necessaria delle nostre opache società. Migliaia di stagionali irregolari, umanità vulnerabile, abusata e senza diritti, si sfiancheranno per tutta l’estate nei campi di raccolta della succulenta frutta di stagione a caro prezzo sugli scaffali dei supermercati, lasciati alla mercè di caporali collusi, al Sud, come al Nord di un Belpaese, dove l’agricoltura non paga, nel vuoto delle istituzioni. Del resto, se il presidente Trump, a picco nei sondaggi (secondo i dati della Marquette University, la più importante università cattolica degli Stati Uniti, solo poco più di un terzo della base MAGA continuerebbe a confermargli la fiducia, mentre la percentuale scende al 7 per cento tra i l’elettorato democratico, in una percentuale complessiva precipitata al 38 per cento) investe 70 miliardi di dollari sull’immigrazione, facile bersaglio di una politica incoerente e sfacciata, come stupirsi dei governi europei, a cominciare dal nostro, che con pochi milioni la usano senza rispettare le regole? Quella pioggia di miliardi, peraltro non servirà solo ad annientare i diritti dei migranti, ma a sperimentare sulla loro pelle il controllo del dissenso, che significa schedatura di massa, grazie a costose applicazioni specifiche dell’Intelligenza artificiale, affidate alla milizia personale del presidente (la famigerata ICE) sui cittadini americani (il progetto è già pronto per l’esportazione) in vista, intanto, delle elezioni di mediotermine in programma a novembre.