BELLUNO - Dopo il pestaggio del 46enne avvenuto nel centro di Belluno e ripreso in un video poi circolato online, il questore Roberto Della Rocca sarebbe vicino all'emissione di alcuni daspo urbani o, per meglio dire, Dacur (divieto di accesso alle aree urbane) nei confronti dei sei giovani coinvolti nell'aggressione. Il provvedimento dovrebbe arrivare già la prossima settimana. Il Dacur è una misura di prevenzione introdotta per limitare la presenza di soggetti ritenuti pericolosi in determinate zone della città. In pratica, vieta l'accesso o la permanenza in aree urbane considerate sensibili: piazze, locali, zone della movida o luoghi in cui si sono verificati episodi di violenza. Nel caso specifico, il provvedimento potrebbe impedire ai ragazzi di frequentare il centro cittadino in determinate fasce temporali. Un aspetto particolarmente delicato riguarda però la provenienza degli aggressori: tutti residenti nel Bellunese, più specificamente nell'area del Castionese.
Il nodo Ed è qui che si apre uno dei nodi principali della vicenda. Resta da capire infatti in che modo verranno individuate le aree vietate e, soprattutto, come il provvedimento potrà conciliarsi con la normale vita scolastica, sociale e familiare dei soggetti coinvolti, dato che alcuni di loro sono minorenni e frequentano ancora la scuola dell'obbligo, proprio in centro città. Stando alla legge, questo "bando" dalle zone urbane parte da un minimo di sei mesi. In questo caso, però, la misura potrebbe estendersi fino a un anno, con l'obiettivo esplicito di prevenire nuovi episodi di violenza nel cuore della città.La situazione Intanto la vittima del pestaggio - un 46enne di origini egiziane - sta vivendo giornate difficili e di attesa. «È in apprensione perché teme di essere ricercato, non tanto dai ragazzi, ma dall'opinione pubblica. E continua a chiedersi cosa sia passato per la testa dei sei che l'hanno aggredito» riferisce l'avvocato Martino Fogliato, incaricato della difesa dell'uomo. Il legale non intende provare a ricostruire la dinamica dell'accaduto: «Il mio assistito mi ha fornito il suo racconto di quanto è successo quella notte. Ed è una versione molto diversa da come è stata ricostruita da uno degli interessati». Uno dei ragazzi infatti, tramite il suo avvocato, ha parlato di azione di un singolo contro il 46enne, escludendo la dinamica del "branco". La risposta di Fogliato? «Basta guardare il video girato dai ragazzi stessi. Non serve aggiungere altro. Da parte mia, voglio capire fino a che punto si spingeranno le ricostruzioni di quanto si vede distintamente nel video». «Il mio assistito è frastornato in questi giorni e mi ha incaricato di invitare i ragazzi a chiedere scusa e a ragionare su quanto hanno fatto - conclude Fogliato -. Che non significa "volemose bene", ma dimostrare atti concreti di ravvedimento. E a chi dice che questi fatti di violenza a Belluno non succedono, dico che a me - come a molti altri - risulta che invece succedono. E i ragazzi ne sono consapevoli».













