L’attenuante della provocazione "non sussiste", così come "l’eccesso colposo di legittima difesa". Perché quella maledetta notte dell’1 settembre 2023, all’interno del Big Town, locale di via Bologna, i due imputati agirono "nella piena volontarietà e consapevolezza", aggravata "dalla crudeltà". Sono macigni le parole dell’Assise – presidente Piera Tassoni, a latere Giovanni Solinas – che in 64 pagine ha messo nero su bianco i perché dei 28 anni di condanna per Giuseppe e Mauro Di Gaetano, padre e figlio di 72 e 43 anni imputati per l’omicidio del 43enne Davide Buzzi e per il tentato omicidio del 23enne Lorenzo Piccinini. Una mattanza, quella notte, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza del bar, culmine di una serie di tensioni andate avanti per giorni, con sullo sfondo la morte di Edoardo Bovini, figliastro di Buzzi. Morte per "arresto cardiocircolatorio in seguito all’assunzione di sostanze stupefacenti nei pressi del Big Town". Una tragedia di cui lo stesso Buzzi incolpava in qualche modo il titolare del locale, Mauro Di Gaetano, nonostante quest’ultimo non fosse nemmeno presente. Dopo le minacce, delle future vittime, e le denunce (dei successivi imputati), andò in scena l’orrore.