Era lucido Riccardo C. quando nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre 2024 sterminò la sua famiglia nella villetta di Paderno Dugnano, nel Milanese. Anche per questo motivo, nonostante una perizia avesse ravvisato un vizio parziale di mente, l’allora 17enne è stato condannato dal Tribunale per i minorenni di Milano alla pena massima di 20 anni di reclusione prevista dal giudizio abbreviato per avere ucciso i genitori e il fratello minore. Il collegio, presieduto dalla giudice minorile Paola Ghezzi, è rimasto in camera di consiglio quasi sette ore prima di uscire con il verdetto. «Riconosciuta la diminuente della minore età e le circostanze attenuanti generiche con giudizio di prevalenza su tutte le circostanze aggravanti contestate, operati gli aumenti per la continuazione ed effettuata la riduzione per il rito, lo condanna alla pena di anni venti di reclusione», recita il dispositivo le cui motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.
Strage di Paderno, perizia psichiatrica: 17enne che uccise la famiglia viveva tra realtà e fantasia
Il giovane, detenuto al carcere minorile di Firenze, era in aula assieme al suo avvocato Amedeo Rizza e ai nonni: «Sono rimasto un po' sconcertato non dal mancato riconoscimento della semi infermità, attestata dai periti nominati dal tribunale, ma nel momento in cui il tribunale ha concesso attenuanti generiche e della minore età con criterio di prevalenza su tutte le altre aggravanti, arrivare alla pena di 20 anni mi sembra una pena con un atteggiamento punitivo», il commento del legale all’uscita dal tribunale.










