A quasi vent’anni dalla strage di Erba e a oltre un anno dalla definitiva chiusura del capitolo giudiziario della revisione, c’è ancora chi continua a cercare negli archivi, nelle intercettazioni e nei fascicoli paralleli elementi che possano riaprire il caso che costò la vita a Raffaella Castagna, al piccolo Youssef Marzouk, a Paola Galli e a Valeria Cherubini. L’ultima iniziativa arriva da Abdi Kais, indicato dalla difesa dei coniugi Romano come un possibile “supertestimone” nell’ambito delle iniziative volte a rimettere in discussione la ricostruzione della strage.
Attraverso il suo legale Vito Daniele Cimiotta, Kais si è rivolto direttamente al ministero della Giustizia chiedendo un intervento per ottenere copia di atti investigativi e intercettazioni contenuti in un fascicolo relativo a un’inchiesta sul traffico di stupefacenti del 2007-2008 che coinvolgeva lui stesso e la famiglia Marzouk. Secondo il difensore, nonostante ripetute richieste, la documentazione non sarebbe ancora stata resa disponibile dalla cancelleria del Tribunale di Como.
L’obiettivo dichiarato è verificare se in quel materiale possano emergere elementi utili a un ulteriore riesame del massacro compiuto l’11 dicembre 2006, il cui unico sopravvissuto, Mario Frigerio, diventò testimone nei processi che portano alla condanna Roba Bazzi e il marito Olindo. Abdi Kais, che era stato diventato di Azouz Marzouk, aveva dichiarato l’uomo gli disse, in sostanza, “sono tanto preoccupato per mia moglie e mio figlio. Quando esci dacci un occhio tu, per favore”. Gli atti d’indagine e le intercettazioni richiesti “potrebbero contenere elementi di interesse investigativo e risultare utili nell’ambito delle iniziative volte a riesaminare il caso della strage di Erba” ha spiegato il legale.











