C’è un ragazzo che cammina. Non sa ancora bene dove stia andando la sua vita, ma sa che è partito da Padova e arriverà a Roma, sulla Romea Germanica, uno degli antichi percorsi che per secoli hanno portato pellegrini da tutta Europa verso la Città Eterna. Sa che ha uno zaino in spalla, un adulto accanto, e nessun telefono in tasca. Per un mese intero il mondo per lui sarà fatto di strade bianche, ostelli, acido lattico e di quel silenzio necessario a comprendere, riscrivere, trasformare. E quando arriverà in piazza San Pietro il 10 giugno prossimo, forse troverà la chiave: per capire qualcosa di sé che prima non sapeva.
Al suo fianco cammina Giovannangelo De Gennaro, 57 anni, musicista e viandante di Molfetta, quella Molfetta di Puglia che si affaccia sull’Adriatico, a un passo dall’Appia Traiana, la via dei romani che andava a Brindisi. Una geografia che per lui non è mai stata di spazi e strade, ma di storie, suoni, persone. Giovannangelo ha imparato a leggere il mondo attraverso i piedi, e ha deciso di mettere quella lettura al servizio di chi ha scelto di rinascere.
Dietro ai loro passi c’è sempre Isabella Zuliani, 66 anni, logopedista, presidente e anima dell’associazione Lunghi Cammini ODV, con sede operativa a Mestre. Un progetto nato dalla lettura di un articolo di giornale, diventato nel tempo una realtà straordinaria: ventidue esperienze di cammino educativo fin qui realizzate, decine di ragazze e ragazzi in difficoltà rimessi letteralmente in piedi.










