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Paola D'Amico

Il 13 giugno parte la terza edizione del progetto solidale «Ritmo dei passi»: 530 km e 28 mila metri di dislivello sui rilievi lombardi. Suggerimenti sull’equipaggiamento, sulla scelta degli itinerari e semplici regole per avere cura del territorio, per la sicurezza e per costruire momenti di convivenza

Il cammino è cura del territorio, attenzione alla sicurezza, relazione con le persone, gesto di cittadinanza attiva. Agesci e CSVnet, con il patrocinio dell’ASviS, scrivono un decalogo per suggerire come vivere la montagna con più consapevolezza. Il documento nasce dal progetto “Ritmo dei passi” di Marco Pietripaoli: un cammino solidale lungo il Sentiero Italia Cai la cui terza edizione parte il 13 giugno e si concluderà l’11 luglio con 29 per un totale di 530 km e oltre 28.000 metri di dislivello, attraversando le province di Sondrio, Como e Varese. Il documento, «Dieci passi sostenibili per camminare in montagna» a cui hanno aderito già dieci organizzazioni in sostanza ricorda che il cammino è cura del territorio, attenzione alla sicurezza, relazione con le persone, gesto di cittadinanza attiva. E' un invito a rallentare, a rispettare i territori montani e vivere il cammino come esperienza di relazione, cura e responsabilità. Richiama l’attenzione sulla fragilità degli ecosistemi montani, oggi messi sotto pressione sia dagli effetti della crisi climatica sia dal crescente sovraffollamento turistico. Per questo il documento propone una «nuova alleanza tra l’essere umano e la montagna», promuovendo la corresponsabilità di «trasmette l’amore dei territori montani alle giovani generazioni».