C’è un filo invisibile fatto di impronte spolverate dal vento, di passi che dalla costa versiliese risalgono fino ai crinali dell’Appennino tosco-emiliano, piedi di chi è qui per testimoniare e per non dimenticare. C’è un percorso inaugurato una manciata di giorni fa, che ha impresso una traccia concreta su una terra che un tempo conobbe tanto dolore quanto coraggio: si chiama Cammino ’44 Sant’Anna di Stazzema – Monte Sole, e il primo luglio ha visto concludersi la sua prima, storica edizione.

Tredici tappe, 188 chilometri che un gruppo di oltre trenta camminatori si è lasciato alle spalle, partiti il 20 giugno da Pietrasanta e arrivati, dodici giorni dopo, a Monte Sole. Non un pellegrinaggio religioso, ma un cammino laico della memoria, che unisce due luoghi divenuti sinonimo, nell'inconscio collettivo, sia degli orrori nazifascisti che della Resistenza italiana: Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, e il Parco storico di Monte Sole, tra Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, nel Bolognese. Alfa e omega del Cammino ‘44, ed estremi geografici e simbolici di questo itinerario.

Così, i trenta camminatori non hanno attraversato semplicemente lo splendore delle Alpi Apuane, i ponti sul Serchio, le faggete dell'Appennino pistoiese o il profilo del Corno alle Scale: sullo sfondo di questa natura potente hanno portato il proprio andare davanti a un nome, una data, un cippo, ascoltando la voce di chi ancora oggi ha scelto di testimoniare.