Se dovessimo immaginare un dizionario della Santa Incoerenza, oggi potremmo aggiungere una parola: inquietudine.

La sua etimologia rimanda alla mancanza di quiete. Invece a Rondine, dove si è appena concluso lo «YouTopic Fest», l’inquietudine è diventata una forma di responsabilità. In Toscana, a pochi chilometri da Arezzo, sorge la Cittadella della Pace, un luogo dove da 30 anni ragazzi provenienti da Paesi in conflitto condividono tempo, spazio, studio, tavola, domande. Il conflitto non sparisce ma viene guardato, attraversato, trasformato.

Qui durante il festival che chiude l’anno di formazione, si è parlato di intelligenza artificiale, geopolitica, giustizia riparativa, giovani, guerre, futuro. Temi enormi, apparentemente distanti, tenuti insieme da una stessa domanda: cosa facciamo con ciò che ci agita?

Il festival si è chiuso con un grande concerto e con Jovanotti che ha cantato «Mi fido di te» in una versione speciale. E lì, dentro quel luogo, quella frase è diventata quasi una prova. Perché fidarsi è facile quando l’altro ci somiglia, quando parla come noi, quando conferma quello che pensiamo. Diventa molto più difficile quando l’altro arriva da una parte del mondo che abbiamo imparato a temere, da una storia che ci ferisce, da una parola che ci mette sulla difensiva.