Arezzo, 7 giugno 2026 – Che cosa significa abitare l’inquietudine senza esserne travolti? E come può il conflitto, nelle sue forme personali, sociali, geopolitiche e tecnologiche, diventare occasione di cambiamento? Da queste domande si è sviluppata una delle giornate centrali di YouTopic Fest, il festival promosso da Rondine Cittadella della Pace, che ha attraversato linguaggi, generazioni e prospettive diverse: dall’intelligenza artificiale alla giustizia riparativa, dal racconto giornalistico della guerra alle imprese, dalla diplomazia alla spiritualità francescana, fino ai percorsi dei giovani della World House e del Quarto Anno Rondine. Il filo conduttore è stato quello dell’inquietudine non come ostacolo, ma come energia da orientare. Non una parola astratta, dunque, ma una condizione concreta del nostro tempo: inquietudine davanti alle tecnologie che cambiano il modo di conoscere, davanti alle guerre che sembrano moltiplicarsi, davanti alla fragilità della democrazia internazionale, davanti alla difficoltà di educare, riparare, comprendere.
La riflessione sull’intelligenza artificiale ha aperto uno dei fronti più urgenti del presente: non solo che cosa la tecnologia può fare, ma che cosa noi decidiamo di farne. A partire da una domanda provocatoria – millantare la conoscenza o organizzare la conoscenza? – Mafe de Baggis, docente, scrittrice e Digital Media Strategist, ha richiamato il rischio di mancare ancora una volta un’occasione storica.














