Arezzo, 5 giugno 2026 – Dopo la marcia “In cammino per la pace”, ha preso ufficialmente il via il cartellone di eventi di YouTopic Fest 2026 il Festival internazionale sul conflitto che ogni anno si svolge a Rondine Cittadella della Pace, alle porte di Arezzo. Da giovedì 4 a domenica 7 giugno quattro giorni di incontri, panel, workshop e mostre – con protagonisti studenti, cittadini, artisti, campioni dello sport, imprenditori, esperti, giornalisti e giovani da tutto il mondo – che avranno al centro una domanda: “Inquietudine. Come custodire la scintilla dell’umano?”.
Il festival, che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento della Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana si è aperto alle 9 con la marcia “In cammino per la pace”, che ha visto la partecipazione di oltre 4mila giovani provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi del mondo che dalla città di Arezzo hanno raggiunto, come in un fiume colorato, il borgo di Rondine, dove, alle 12, presso l’Arena di Janine, si è tenuta l’inaugurazione di YouTopic Fest.
Nei panel del pomeriggio si parla dell’inquietudine come parte centrale dell’esperienza scolastica proponendo uno sguardo sulla scuola come spazio di relazione, confronto e trasformazione dei conflitti interiori e relazionali che accompagnano la crescita. Spazio anche alle esperienze delle Sezioni Rondine per raccontare come il metodo di trasformazione dei conflitti viene applicato nella quotidianità. Lo hanno raccontato nell’incontro moderato da Antonella Mariani, caporedattrice Avvenire, Agnese, Alessia, Sara e Viola, che hanno descritto come il Metodo Rondine abbia permesso di ricomporre uno scollamento tra la “vita vera” e la scuola, “tra quello che vivevamo ogni giorno e le domande che ci attraversano nell’adolescenza”, uno “strumento potentissimo” che ha permesso di affrontare con la mentalità giusta anche una bocciatura, “un cantiere umano fatto di errori, cadute, fatica e ripartenze”, strumento capace di aiutare a trovare la risposta alla domanda “cosa vuoi fare da grande?”, domanda che spesso genera inquietudine e che tramite il metodo Rondine “Non ci ha dato una risposta pronta, ma uno spazio di ascolto e di autoascolto, di condivisione e confronto”, essere “Solutionary” per non restare fermi davanti ai problemi, ma trasformare l’inquietudine in azione di fronte a un’ingiustizia sociale o ambientale e chiedersi che cosa possiamo fare per cambiarla alla radice.










