In Perù le proiezioni del voto sulle elezioni presidenziali danno ora il candidato di sinistra, Roberto Sánchez, in leggero vantaggio con il 50,3% sulla candidata di destra, Keiko Fujimori, con il 49,7%, salvo poi ribaltare il vantaggio a favore di quest'ultima. Concretamente, si tratta di un pareggio tecnico che è destinato a replicare e aumentare l’incertezza che ha caratterizzato il primo turno, dato che per avere i risultati elettorali definitivi potrebbero passare giorni.
Sicurezza e instabilità politica sono stati i due temi che hanno caratterizzato la campagna per l’elezione del nono presidente peruviano in dieci anni. È la quarta volta consecutiva che la cinquantunenne Keiko, figlia maggiore dell'autoritario Alberto Fujimori, arriva a un secondo turno presidenziale. Con lo slogan "Torna Fujimori, ritorna l'ordine", si è presentata come l'unica in grado di aprire un’altra strada, con le sue proposte in materia di sicurezza, tra cui quella che i prigionieri si guadagnino il proprio cibo in prigione, ed ha promesso di espellere "immediatamente" tutti "i migranti illegali che commettono crimini" e di mettere "poliziotti e militari 24 ore su 24, 7 giorni su 7 sugli autobus delle aree metropolitane". Come suo padre nel 1990 ha fatto fronte all’iperinflazione e al terrorismo di Sendero Luminoso con misure straordinarie, “lo stesso faremo per combattere la criminalità ora".












