Domenica il Perù ha scelto il suo prossimo presidente. Oltre 27 milioni i cittadini sono stati chiamati alle urne per decidere tra Keiko Fujimori, di Fuerza Popular, e Roberto Sánchez, di Juntos por el Perú, in un ballottaggio segnato dalla polarizzazione.
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I primi dati diffusi dalle autorità elettorali con il 58% delle schede scrutinate, danno la conservatrice Fujimori in leggero vantaggio sul nazionalista Sánchez: 52,6%, dei voti contro 47,4%.
L'esito rimane incerto e potrebbe volerci molto per ottenere un risultato chiaro e accettato dalla popolazione, visti i trascorsi del Paese e i guai giudiziari di entrambi i candidati.
Non è uno scenario nuovo. Dalla caduta di Pedro Pablo Kuczynski nel 2018, il Paese ha visto succedersi una serie di presidenti, alcuni destituiti dal Congresso, altri perseguiti dalla giustizia, tanto che l’instabilità è diventata quasi la normalità.















