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Redazione Economia

La consulente del lavoro Noemi Secci spiega quali sono i fattori da considerare per stabilire la reale convenienza del riscatto della laurea

«Ho 55 anni, dipendente statale con ruolo dirigenziale a tempo indeterminato dal mese di Settembre 2009. In precedenza ho lavorato dal mese di Marzo 2007 con analogo ruolo presso una clinica privata. Mi sono iscritto alla facoltà di Medicina nel 1990 (durata del corso di laurea 6 anni). Nel 2002 mi sono iscritto all'Albo professionale per cui ho iniziato (e continuo a versare i contributi quota A + quota B) all'ENPAM. Dal 2001 sl 2006 ho percepito la borsa di studio per la specializzazione. Dal 2004 al 2007 ho lavorato con partita IVA. Non so come raccapezzarmi dal punto di vista previdenziale. Qual'è la data più vicina per andare in pensione? Conviene riscattare gli anni di laurea (tutti antecedenti al 1996) ? Se sì, conviene il riscatto ordinario o agevolato? O conviene attivarmi da ora una pensione integrativa?»

La rispostaLa risposta a questo e molti altri quesiti si può trovare sulla piattaforma: «Chiedi all’Esperto». Uno spazio digitale ideato dalla redazione de L’Economia del Corriere della Sera per sciogliere i dubbi dei lettori in ambito economico e realizzato grazie alla collaborazione con Giuffrè Lefebvre, società specializzata nell’informazione e consulenza legale, fiscale, del lavoro e d’azienda e nei servizi per professionisti e aziende. A questa domanda ha risposto Noemi Secci, consulente del lavoro, che spiega: «Non si può stabilire la reale convenienza del riscatto della laurea senza esaminare gli estratti conto aggiornati delle gestioni interessate: in particolare gestione pubblica INPS, contribuzione da lavoro privato, posizione ENPAM quota A e quota B, nonché contribuzione presso la gestione Separata connessa alla borsa di specializzazione». Qui la risposta completa.