Presidente Angelo Binaghi, c'è un italian style anche nella sconfitta: è questo l'ennesimo messaggio mondiale positivo che arriva dalla finale di Parigi? «Cobolli è un ragazzo straordinario, un bravissimo ragazzo, tra l'altro è stato capace di fare un'analisi del match molto chiara ed intelligente. Non è un caso che a essere così bravi ragazzi siano delle persone con un'intelligenza superiore alla media».

Una sconfitta così fa meno male. «Il rammarico resta perché arrivati al quinto set pensavamo che il match ce lo saremo giocato 50 a 50; Flavio ha avuto un problema fisico, col crampo di fine tie-break. Peccato davvero perché ogni volta che l'ha messo sotto pressione l'avversario era crollato, sia al secondo set che al tie-break. Stavano continuando spalla a spalla, ma è prevalsa la maggiore esperienza del tedesco. Si può dire che Zverev abbia vinto la finale dei campionati italiani..».Cobolli allunga alla grande la lista dei fratelli di Sinner. «Abbiamo avuto Berrettini prima di Sinner, abbiamo avuto Musetti che, se non si fosse infortunato quand'era due set a zero con Djokovic in Australia, sarebbe 3 del mondo, abbiamo avuto Darderi con la semifinale a Roma Ci siamo. Abbiamo grande abbondanza».Chi l'ha entusiasmata o commossa di più degli italiani? «Tutti. Da Berrettini che è uscito da Roma a pezzi e ha fatto cose incredibili, ad Arnaldi che è riuscito a vincere con delle lotte pazzesche al quinto set, purtroppo non si meritava di terminare così il migliore torneo della sua carriera. Non dimentichiamo che al Challenger di Cagliari al primo turno perdeva per 3-0 con Arnaboldi e a Parigi è arrivato in semifinale. Non solo è recuperato ma vale più di prima. Cobolli ha un cuore grande così ed è un grande giocatore, con ottimi margini di miglioramento. A cominciare dall'esperienza che non può ancora avere a questo livello, e dal servizio, che deve migliorare come percentuale, proprio com'era stato per Sinner qualche tempo fa. Con lui abbiamo un altro grandissimo giocatore. Siamo uno squadrone».Il tennis guida lo sport dal Foro Italico verso il sogno olimpico a Roma. «All'Olimpiade ci possiamo sempre arrivare, ma anche il governo dovrebbe capire che la cosa più conveniente per il nostro Paese sarebbe oggi lo Slam, bisognerebbe metterci la testa e fare l'investimento. Perché questo è un momento formidabile: abbiamo il numero 1 del mondo, risultati agonistici ed organizzativi di primissima livello, riscontri economici eccellenti, e tanti tornei di prima qualità ed importanti: è la finestra nella quale inserirci. E, lo Slam rimane 100 anni, non qualche settimana. Noi lavoriamo per quello, cerchiamo di non perdere l'occasione storica di avere anche noi il nostro Wimbledon».Certo Sinner è un volano eccezionale. Guarda come sta trainando questi ragazzi. «La forza del ragazzo sta nella bravura, nella serietà e nella continuità di rendimento. Se anche fosse vero che Alcaraz ha qualche punta di maggior livello di Jannik, io mi tengo il nostro campione per tutta la vita. Un campione che non va a Sanremo e non si compra uno yacht, ma va a casa, si riposa, si fa visitare, per chiarire qualsiasi problematica, si allena e torna più forte di prima».E il torneo sull'erba italiano? «Il nostro progetto è valido. Questa settimana, che sarà la nostra nel 2028, i due "250" sono fortissimi: stanno giocando i più forti del mondo; sarà un ottimo affare per il nostro tennis, faremo un grande torneo. Il problema è che dobbiamo trovare un posto dove piantare l'erba già a settembre, quindi potrebbe esserci una situazione tampone per qualche anno, per trovare poi al nord la sede più stabile e comoda».