«L’ultima volta che ho visto mia figlia Beatrice risale tra il 20 dicembre e il 6 gennaio 2026. Eravamo in videochiamata». Secondo il padre della piccola, Maurizio Rao, però, le bambine non si trovavano nella loro abitazione. A confermarlo sarebbero state le stesse figlie che, durante la chiamata, gli avrebbero spiegato di essere a casa di un’amica della madre. Continuano ad emergere dettagli della tragedia che ha sconvolto Bordighera per la sua ferocia e brutalità. Per la morte della piccola Beatrice, avvenuta il 9 febbraio scorso, risultano indagati per maltrattamenti aggravati la madre, Manuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi. Un’inchiesta che continua ad arricchirsi di elementi e testimonianze mentre gli investigatori cercano di ricostruire gli ultimi mesi di vita della bambina. L’ultimo contatto telefonico tra il padre e le figlie risale al 31 gennaio, appena 9 giorni prima del decesso. L’uomo aveva tentato di parlare con le bambine, ma la madre gli avrebbe chiesto di richiamare più tardi. Di fronte alla sua insistenza, il telefono sarebbe passato a un uomo sconosciuto che avrebbe assunto toni intimidatori nei suoi confronti. Nel verbale agli atti, il padre racconta di essere stato minacciato da una persona che avrebbe fatto riferimento a precedenti esperienze in carcere e a conoscenze all’interno della casa circondariale di Sanremo. Quando ha cercato di capire chi fosse il suo interlocutore, la comunicazione si sarebbe improvvisamente interrotta.