Milano, 8 giugno 2026 – “Amare ancora la vita”, l’invito e il titolo dell’ultimo libro firmato dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che ha cercato - e messo nero su bianco - “Parole di consolazione per tempi difficili”, anche davanti a prove della vita in cui è complicato trovare parole, cercare un senso e aggrapparsi alla vita stessa.

Tempi di malattia, lutti, persino stragi, come quella di Paderno Dugnano, la notte fra il 31 agosto e il primo settembre del 2024. Il libro è una raccolta di discorsi, riflessioni e omelie, pubblicata da Piemme, quasi a indicare un percorso di ricerca che prende spunto anche dalle cronache milanesi sulle quali si è dovuto interrogare in questi anni, dal 7 luglio 2017, quando è stato nominato arcivescovo della diocesi più grande d’Europa. La famiglia Chiaroni

Tra le pagine più intense, quelle in ricordo del 12enne Lorenzo e di Daniela e Fabio Chiaroni, uccisi dal primogenito, Riccardo. Durante i funerali, il 12 settembre del 2024 a Paderno, Delpini immagina le domande del Signore quando li accoglie: “Perché sei qui, così giovane? Cosa sono queste ferite? Cosa è stato della sua vita?”, chiede a Lorenzo, immaginando la sua risposta e poi quella dei genitori. “Cosa farà senza di me Riccardo, il mio fratello grande, il mio fratello intelligente? Ecco io voglio stargli vicino sempre, io voglio consolare le sue lacrime, voglio calmare i suoi spaventi, voglio sperare con lui e per lui”.