Roma, 20 ott. (askanews) – Nella splendida cornice del Palazzo della Provincia, a Padova, e alla presenza di un folto pubblico, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio “Il Libro della Vita”, giunto alla sua terza edizione. Un riconoscimento che celebra la letteratura come strumento di resilienza, capace di dare voce a chi affronta la vita con coraggio, anche quando il dolore e la perdita sembrano prevalere.

Il Premio – si legge in un comunicato – nasce da un’idea della dottoressa Vera Slepoj e del professor Diego De Leo, presidente dell’Associazione De Leo Fund, promotrice del progetto insieme all’Accademia Pontificia per la Vita. L’associazione è da anni impegnata nel sostegno alle persone che affrontano gravi traumi esistenziali, attraverso il programma “La Cura della Vita”.

La Giuria del Premio “Il Libro della Vita”, presieduta da Marina Valensise (giornalista e scrittrice), ha selezionato tre finalisti: ” Agnese Pini, La Verità è un Fuoco (Garzanti) ” Gaia Rayneri, Controcorrente (Harper & Collins) ” Alcide Pierantozzi, Lo Sbilico (Einaudi).

A conquistare la giuria è stata l’opera di Alcide Pierantozzi, una storia intensa e disarmante che esplora con profondità le fragilità dell’equilibrio psichico, restituendo al lettore una potente riflessione sull’animo umano. Un’opera che invita a riconoscere la forza che abita anche le vite più “in “Sbilico” quelle segnate dal disagio, ma percorse da una profonda determinazione a restare in piedi.