Domani, lunedì 8 giugno, alle 19 ora italiana Apple apre la WWDC26, la sua conferenza annuale dedicata agli sviluppatori. Tecnicamente è un evento per chi scrive codice, ma le direzioni che emergono dal keynote raccontano dove andranno iPhone, iPad e Mac nei prossimi dodici mesi.

Quest’anno l’evento porta con sé due elementi che lo rendono diverso dalle edizioni precedenti. Tim Cook aprirà il suo ultimo keynote da amministratore delegato: il passaggio a John Ternus è fissato per il primo settembre, con Cook che assumerà il ruolo di presidente esecutivo del consiglio. Una cornice che dà all’evento una tonalità diversa rispetto alle edizioni precedenti, più orientata al bilancio e alla direzione che agli annunci a effetto. E per la prima volta la WWDC si apre con l’intelligenza artificiale come vero centro di gravità, non come capitolo aggiuntivo.

L’intelligenza artificiale come elemento centrale

Apple è arrivata alla corsa AI con un approccio che l’ha messa in posizione di svantaggio rispetto a OpenAI, Google, Anthropic e Meta. Difficoltà tecniche e un ritardo, se vogliamo anche culturale, hanno determinato un indiscutibile gap che ha messo in discussione il vantaggio che la Mela ha avuto dall’integrazione verticale di tutto il suo ecosistema.