L’annuale Worldwide Developers Conference di Apple si apre oggi a Cupertino. Sarà come sempre online e gratuita per gli sviluppatori di tutto il mondo, con un evento speciale in presenza ad Apple Park l’8 giugno, dove Tim Cook terrà alle 19 italiane il keynote di apertura. Sarà l’ultima WWDC di Cook da amministratore delegato e, allo stesso tempo, il primo grande passaggio pubblico verso la nuova stagione guidata da John Ternus. Per questo la conferenza arriva con un valore simbolico diverso dal solito. Per l’analista di mercato Paolo Pescatore, “ha un significato molto più ampio di una normale conferenza per sviluppatori, e diventa un simbolico passaggio di consegne”, oltre che una presentazione di software, servizi e piattaforme.
Quest’anno al centro dell’attenzione sarà prevedibilmente l’intelligenza artificiale. Apple, nel comunicato ufficiale di annuncio, ha parlato esplicitamente di “AI advancements”, cioè di progressi nell’AI, oltre che di nuovi software e strumenti per sviluppatori. È una mossa necessaria, dopo mesi in cui l’azienda è stata criticata per i ritardi nel rinnovamento di Siri e per una strategia sull’AI più prudente rispetto a quella dei concorrenti. Apple è stata tra le prime grandi aziende tecnologiche a portare un assistente vocale su scala globale. Siri ha debuttato nel 2011 e oggi è accessibile attraverso gran parte della base installata dell’azienda, circa 2,5 miliardi di dispositivi. Ma negli ultimi anni l’assistente vocale di Cupertino è diventato il simbolo di un ritardo più che di un vantaggio. Mentre ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot hanno ridefinito le aspettative degli utenti, Siri è rimasta legata a comandi semplici, risposte limitate e un’integrazione non sempre all’altezza della promessa iniziale. Non ci sono ancora dettagli ufficiali sulle funzioni che verranno annunciate, ma le indiscrezioni convergono su un punto: con l’aiuto di Google, Apple sta lavorando a una versione più intelligente dell’assistente, capace di conversazioni più naturali e di una maggiore integrazione con il contesto personale dell’utente. Secondo Reuters, tra le novità più visibili potrebbero esserci una modalità “chat” per Siri e un’opzione di “personal context”, pensata per consentire all’assistente di accedere, con il consenso dell’utente, a informazioni personali come messaggi, email, calendario e dati distribuiti tra sistema operativo e applicazioni. Sarebbe il tentativo di trasformare il principale limite di Siri, la scarsa comprensione del contesto, nel suo possibile vantaggio competitivo. L’azienda di Tim Cook ha costruito gran parte della sua identità recente sulla privacy, sulla protezione dei dati personali e sull’elaborazione locale, quando possibile. I dati personali dentro l’iPhone sono dispersi tra app, servizi e sistema operativo, spesso isolati gli uni dagli altri per ragioni di sicurezza e privacy. Le app di terze parti non possono leggere liberamente i dati delle altre app e la stessa Apple non può accedere a molte informazioni senza autorizzazione dell’utente. La sfida della nuova Siri sarà quindi sbloccare il valore di quei dati senza tradire il patto di fiducia su cui Cupertino ha costruito una parte decisiva del proprio marchio. Una Siri profondamente riveduta e corretta sarà la novità più rilevante delle nuove versioni dei sistemi operativi, cioè iOS, iPadOS, macOS, watchOS, tvOS e visionOS. Apple non ha ancora ufficializzato tutti i nomi commerciali delle nuove release, ma la WWDC resta tradizionalmente il luogo in cui l’azienda presenta il nuovo ciclo software dell’anno successivo. Dopo il cambio di numerazione introdotto lo scorso anno, con il passaggio alle sigle legate all’anno di riferimento, le nuove piattaforme arriveranno prevedibilmente con il numero 27.











