Un esperimento in Canada mostra che una striscia di cippato ai margini dei sentieri può ridurre drasticamente le zecche

Indice

Una barriera bassa, quasi invisibileIl 99% va letto benePerché interessa anche noi

Chi cammina nei boschi lo sa: la passeggiata finisce spesso con una piccola ispezione di rito. Calzini, caviglie, polpacci, pieghe dei pantaloni, pelo del cane. Le zecche non fanno rumore, non si vedono quasi mai mentre arrivano, non danno nemmeno quella soddisfazione immediata della zanzara che almeno la senti ronzare e puoi odiarla con precisione. Stanno basse, tra erba, foglie, rametti, margini umidi dei sentieri. Aspettano che passi qualcosa di caldo, vivo, possibilmente distratto.

Per questo la prevenzione viene raccontata sempre allo stesso modo: indossare abiti chiari, coprire le gambe, usare repellenti, restare al centro dei sentieri, controllarsi bene al ritorno. Tutto sacrosanto. Solo che uno studio condotto nei boschi della Greenbelt di Ottawa, la cintura verde che circonda la capitale canadese, aggiunge un dettaglio molto pratico: anche il sentiero può essere progettato meglio. E a volte basta una cosa semplice, quasi banale da vedere, come una fascia di cippato di legno ai lati del percorso.