Quattrocentomila sardi, oggi fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15, saranno chiamati alle urne per eleggere 148 sindaci e rinnovare altrettante assemblee comunali. Quasi un terzo dei 377 Comuni sardi, anche perché ai centri al voto nel 2021, si aggiungono quelli del 2020, l’anno del Covid.
La sfida più attesa a Quartu, ma riflettori puntati anche su Sestu, Sanluri, Tempio e Porto Torres. Nei centri sopra i 15mila abitanti è previsto il ballottaggio il 21 e 22 giugno in caso nessun candidato superi il 50% dei voti.
La distribuzione territoriale dei Comuni al voto conferma il peso delle aree interne: 37 comuni nell'Oristanese, 27 nella Città Metropolitana di Cagliari, 27 in quella di Sassari, 20 nel Nuorese, 13 nella Gallura, 11 nel Medio Campidano, 7 in Ogliastra e 6 nel Sulcis Iglesiente.
Uno dei temi più critici di questa tornata riguarda i piccoli comuni dove è stata presentata una sola lista, 62 in tutto. In queste realtà, il candidato sindaco sfida l’astensionismo (l'elezione è valida se partecipa al voto almeno il 40% degli elettori iscritti e la lista ottiene almeno il 50% dei voti validi). Il rischio concreto, in caso di mancato raggiungimento di queste soglie, è il commissariamento dell'ente, con il blocco dei progetti strategici e dell'attività politica ordinaria.













