Urne aperte fino alle 23, poi domani dalle 7 alle 15, si vota in 12 regioni per i ballottaggi in 41 comuni di cui 6 capoluoghi di provincia. Ancora un test significativo per i partiti ad Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Qui si testerà anche la capacità dei candidati di allargare il consenso oltre le coalizioni tradizionali, attingendo da civici, centristi e da quell'elettorato più nettamente schierato a destra o a sinistra. Il dato più significativo della prima giornata è stato comunque il netto calo dell'affluenza che a livello nazionale è passata dal 36% del primo turno al 28,2 del ballottaggio. Un trend che si può registrare anche in alcuni capoluoghi, come Arezzo. Al voto anche la Sardegna, con un primo turno che coinvolge 148 comuni nell'isola.
Il caso Vigevano rimane simbolico per i voti dei vannacciani che - dopo aver sforato il 14% il 24 e 25 maggio - potrebbero costituire l'ago della bilancia nella sfida tra i due aspiranti sindaci, una supportata dai progressisti, l'altro da Forza Italia e da una lista civica.
Ad Agrigento si sfidano Michele Sodano (centrosinistra) e Dino Alonge (Fi-Fdi-Udc e autonomisti). Il primo ha mancato la vittoria secca per poco, fermandosi al 39,1%, il secondo ha incassato il 34,7%. A fare la differenza potrebbero essere gli elettori del terzo candidato in ordine decrescente: Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc, aveva ottenuto il 14% delle preferenze. Ma Gentile ha escluso apparentamenti e pesano ancora le polemiche di un centrodestra che si è spaccato al primo turno.












