Tortolì. 07 giugno 2026 alle 00:27Su Logu de s’Iscultura, quando gli artisti cambiarono il paesaggio

Nagjima si era spenta pian piano. Una stella d’acciaio a quattro punte, opera di Gianfranco Pardi, collocata dal 2001 nel piazzale affacciato sulla baia di Porto Frailis. Due anni fa un cittadino ha pagato il restauro e l’astro d’acciaio ha ripreso a brillare. Najima è uno dei simboli del Museo d’arte contemporanea all’aperto Su Logu de s’Iscultura, nato nel 1995 in occasione dell’esposizione antologica di Mauro Staccioli.

L’idea di un parco di scultura prese vita quando Edoardo Manzoni venne invitato ad Arbatax dal lungimirante sindaco Franco Ladu per contribuire all’organizzazione di una rassegna. Scrive Rita Pamela Ladogana, docente all’Università di Cagliari. «L’idea di legare lo spazio sociale quotidiano della comunità con l’arte viene recepita dall’amministratore illuminato e ampliata trasformando una proposta singola in un progetto permanente che possa dialogare con il territorio e con la sua storia».

Il tocco di Maria

Il concetto era quello di creare un rapporto simbiotico tra opera e paesaggio urbano. Cercare luoghi da rivitalizzare e far rinascere perché potessero rinascere come nuovi scorci della vita cittadina. A volte le idee diventano magia. Maria Lai trasformò un semplice muro di contenimento in cemento grezzo in una poesia parlante. Imponenti o piccoli segreti preziosi. Come quando la parete antica dell’ex Seminario venne impreziosita dalle farfalle di Renata Boero. A dodici anni dagli ultimi interventi le opere gridavano il bisogno di interventi. I vandali hanno infierito a più riprese sulle strutture consunte dal tempo. Un nuovo ristoro arriva nei nostri giorni dal Comune di Tortolì che mette a disposizione 175 mila euro. Soldini dalla tassa di soggiorno per la cura delle opere, l’illuminazione e i totem informativi.