Rio de Janeiro, 6 giu. (askanews) – L’industria aerea europea si prepara a una stagione estiva intensa, ma deve fare i conti con un rallentamento della crescita, l’aumento dei costi operativi e una serie di criticità normative che rischiano di compromettere la competitività del settore. Lo ha riferito Rafael Schvartzman, vice presidente Iata durante un briefing con la stampa in occasione dell’82esimo Iata Agm in corso a Rio de Janeiro.

Dopo il forte recupero registrato negli ultimi anni, la crescita del traffico passeggeri in Europa mostra segnali di rallentamento. Ad aprile 2026 i ricavi da traffico passeggeri sono aumentati di appena lo 0,8% rispetto all’anno precedente. Secondo l’Associazione internazionale del trasporto aereo, il rallentamento è legato principalmente agli effetti della guerra tra Iran e Israele e all’impennata dei prezzi del carburante. Anche la crescita dei posti disponibili programmati per maggio e giugno si è sostanzialmente arrestata. Nonostante ciò, le compagnie prevedono un’estate caratterizzata da elevati volumi di traffico.

Le prenotazioni effettuate nei mesi di marzo e aprile, ha evidenziato Schvartzman, mostrano inoltre un cambiamento nelle preferenze dei viaggiatori europei. La domanda verso destinazioni extraeuropee è in calo, mentre cresce leggermente il traffico all’interno del continente, segno che l’incertezza geopolitica e i maggiori costi stanno spingendo molti passeggeri a scegliere mete più vicine. Tra le principali preoccupazioni dell’industria figura l’implementazione del nuovo sistema europeo di ingresso e uscita alle frontiere (Entry-Exit System, EES). La Iata denuncia ritardi e lunghe code negli aeroporti di diversi Paesi, tra cui Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Belgio. L’associazione chiede agli Stati membri di rafforzare gli organici ai controlli di frontiera, garantire il corretto funzionamento dei sistemi elettronici e prevedere la sospensione temporanea delle verifiche EES nei momenti di maggiore congestione. Ai passeggeri viene consigliato di presentarsi in aeroporto con almeno due o tre ore di anticipo rispetto alla partenza.