Si prospettano ancora mesi difficili per il comparto aereo: secondo le stime emerse durante il vertice della Iata - l’International Air Transport Association - tenutosi a Rio de Janeiro nei giorni scorsi, le compagnie dovranno spendere 100 miliardi di dollari in più in jet fuel quest’anno. E questo, spiega il Guardian, secondo l’associazione, porterà “inevitabilmente” a un aumento del costo dei biglietti per aiutare a compensare le spese crescenti dovute alla guerra in Iran.
Nel dettaglio, come ricostruito dal quotidiano britannico, i prezzi del carburante per aerei dovrebbero essere più alti del 70% nel corso del 2026. E i rischi di questa situazione non si dovrebbero tradurre solamente i un aumento del costo dei biglietti, ma potrebbe anche mettere in difficoltà molte compagnie: a livello globale infatti i profitti sono attesi a quota 23 miliardi di dollari, la metà di quanto preventivato. E secondo la Iata questo potrebbe mettere alcuni vettori in difficoltà, arrivando a metterne in discussione la stessa sopravvivenza.
Il segretario generale della Iata, Willie Walsh, ha detto che “i prezzi alti del petrolio comportano inevitabilmente costi dei biglietti superiori, non c’è modo di evitarlo”. Secondo quanto dichiarato da Walsh, in base a un sondaggio condotto dal settore i passeggeri si starebbero già preparando a spendere di più per via dei rincari, ma “la grande incognita è quanto a lungo i viaggiatori e il settore cargo potranno tollerare i prezzi più alti per le connessioni”.














