Nel grande laboratorio politico di Xi Jinping, il grande Ovest cinese è il nuovo centro di gravità dell’ambizione nazionale, non una periferia remota. Tra Tibet e Xinjiang, Pechino sta costruendo dighe gigantesche, allargando strade, binari, aeroporti e impianti energetici, mentre trasforma l’area in un motore di crescita, una piattaforma logistica e un bastione strategico ai margini dell’Asia. Il racconto di una frontiera dove il cemento corre insieme alla sorveglianza e dove ogni chilometro di sviluppo sembra avere anche un valore politico e militare sempre più rilevante.