«Ho ripreso a parlare e la memoria funziona meglio grazie a una nuova terapia». Dopo un decennio di declino cognitivo e funzionale, una paziente ottantenne affetta da malattia di Alzheimer in stadio avanzato ha mostrato notevoli segni di miglioramento con una terapia "rivoluzionaria". La cura È bastata una singola dose di un allucinogeno sperimentale per farla parlare più di quanto non facesse da anni. La psilocibina, il componente psichedelico dei funghi allucinogeni, è stata in passato pubblicizzata come un trattamento efficace per la depressione, l'ansia, le dipendenze e il disturbo da stress post-traumatico.
I precedenti Le attuali strategie terapeutiche sono perlopiù di supporto e il recupero funzionale è considerato altamente improbabile. La psilocibina, il componente psichedelico dei funghi allucinogeni, è stata in passato considerata un trattamento efficace per la depressione, l'ansia, le dipendenze e il disturbo da stress post-traumatico, ma ora i ricercatori affermano che potrebbe essere utilizzata anche nell'intervento contro l'Alzheimer. Lo studio Nell'ultimo studio pubblicato su Frontiers in Neuroscience i ricercatori si sono concentrati su una donna nippo-americana di 80 anni affetta da Alzheimer. Le sue condizioni erano peggiorate nel corso dell'ultimo decennio, riducendosi a incontinenza urinaria, capacità di parlare a monosillabi e dipendenza da assistenti per la mobilità. Le è stata quindi somministrata una dose di 5 grammi di funghi allucinogeni.Le reazioni Nella fase iniziale era agitata, sudava copiosamente ed è entrata in uno stato di sonno prolungato che suggeriva una perdita di coscienza. Ma intorno alla diciannovesima ora, ha iniziato a parlare in frasi complete, ricordando eventi della sua vita che non era stata in grado di esprimere a parole per anni. Nei giorni e nelle settimane successive sono emersi cambiamenti ancora più incredibili. Ha riacquistato la continenza urinaria, persino la sera, e iniziato a vestirsi da sola. Era in grado di stabilire e mantenere il contatto visivo, ricordare le interazioni sociali, rispondere emotivamente agli altri e sostenere conversazioni lucide.La sperimentazione Alla paziente sono state somministrate due dosi di psilocibina, associate a un aumento dell'espressione verbale, del senso dell'umorismo e a una maggiore agilità nella deambulazione. A un mese dal controllo, la paziente era ancora continente e riferiva un'esperienza emotiva positiva, dicendo a chi le stava intorno: "È piacevole venire qui". Successivamente, al paziente è stata somministrata una dose di 3 g di psilocibina, a seguito della quale si è registrato un aumento dell'espressione verbale, del senso dell'umorismo e una maggiore agilità nella deambulazione. I lati negativi Per quanto miracolosi possano sembrare i funghi, gli autori dello studio notano che i miglioramenti della paziente sono stati temporanei e che la psilocibina non ha invertito la malattia, poiché la sua neurodegenerazione è rimasta. Non hanno specificato esattamente per quanto tempo sono durati i miglioramenti. Tuttavia, la ricerca dimostra che alcune funzioni che si credevano irrimediabilmente perse nelle fasi avanzate della demenza potrebbero non essere scomparse del tutto, ma semplicemente inaccessibili, e che un'esperienza con i funghi allucinogeni potrebbe potenzialmente recuperarle, seppur temporaneamente.I rischi Precedenti ricerche hanno dimostrato che la psilocibina potrebbe alleviare la depressione per almeno cinque anni dopo una sola dose. Gli effetti positivi dei funghi allucinogeni hanno spinto consumatori orgogliosi in tutto il paese ad assumere microdosi per migliorare l'umore, ovvero una frazione di quella che sarebbe una dose standard, per affrontare la giornata. Ma questa droga psichedelica, un tempo droga ricreativa e ora considerata un segreto per il benessere, presenta anche dei rischi ben noti, in particolare la possibilità di un "bad trip", che può includere allucinazioni vivide e spesso spaventose. I funghi allucinogeni possono far vedere, sentire o percepire cose irreali a chi li assume , il che può essere angosciante e causare incidenti. Nel peggiore dei casi, possono indurre psicosi, e le persone con una storia di disturbi mentali come il disturbo bipolare o la schizofrenia sono maggiormente a rischio.









