di
Ruggiero Corcella
Negli Usa, un’iniziativa da 10 milioni di dollari del National Institute on Aging indaga la «lucidità paradossale», il fenomeno in cui il cervello di persone con la malattia neurogenerativa si riaccendono un’ultima volta. Lo psicogeriatra Marco Trabucchi: «Mancano dati indiscutibili per provarlo»
Cosa provereste se una persona cara, che da anni non vi riconosce e ha perso persino l'uso della parola, improvvisamente vi guardasse negli occhi chiamandovi per nome con assoluta chiarezza? Molti, di fronte a storie simili, reagirebbero con naturale scetticismo: è possibile che il cervello di questa persona, malata di Alzheimer, possa riaccendersi per un addio lucido? Non sarà solo il desiderio disperato di un familiare di vedere un segno che non c'è? In un articolo pubblicato sul New York Times Magazine, viene riportata la vicenda di Alexander Batthyany, uno psicologo che nel 2000 visse esattamente questo: sua nonna, muta da un anno per una demenza vascolare, lo chiamò al telefono parlando un tedesco raffinato ed elegante, ricordando gite d'infanzia sulle Alpi, per poi morire pochi giorni dopo. Come spiega l'articolo, la scienza sta iniziando a interrogarsi su questi «risvegli», cercando di capire se la mente possa sopravvivere, in qualche modo, alla distruzione biologica del suo involucro.






