Roma, 6 giu. (askanews) – Ancora una volta Giorgia Meloni è riuscita a convincere Ursula von der Leyen. Ma la “vittoria” della presidente del Consiglio italiana è a metà: la flessibilità concessa da Bruxelles non è precisamente quella che aveva richiesto. E se mediaticamente ha avuto buon gioco a rivendicare il successo di un governo che “indica la strada” all’Europa, quanto ottenuto non soddisfa la Lega che mugugna (più o meno apertamente) ma anche parte di Fratelli d’Italia. In sostanza l’Italia potrà sì spendere circa 14 miliardi in più nell’arco di tre anni, ma non per ridurre i costi di carburanti e bollette, ma bensì per investire sulla decarbonizzazione. Insomma per accelerare su quel green deal “ideologico” (cit.) su cui sin qui l’Italia non ha fatto il massimo.

Spieghiamo un po’ meglio. Il 3 giugno la Commissione ha presentato il “pacchetto di primavera” del Semestre europeo sulle politiche di bilancio. L’Italia resta sottoposta a procedura europea per deficit eccessivo, perchè anche se “complessivamente” ha “attuato i suoi impegni in maniera soddisfacente” i dati non consentono ancora una conclusione della procedura stessa. Dalla procedura esce Malta, mentre entrerà la Bulgaria, a pochi mesi dall’ingresso nell’euro. Per Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia, la Commissione considera che sono state intraprese azioni per correggere i deficit eccessivi e “perciò a questo stadio non sono necessari altri passi”.