Non è facile reggere il peso del proprio monumento: chi in vita ha la ventura di svolgere un ruolo di guida per gli altri, a livello personale paga un prezzo salato al successo. Benedetto Croce se la cavò egregiamente, come documenta il volume pubblicato da Adelphi “Perdersi negli altri e nelle cose. Lettere scelte”. Un libro che si legge con il gusto di un romanzo perché la vita del filosofo fu ricca di drammatici avvenimenti, pubblici e privati, che egli fronteggiò senza perdere la bussola.

Nato a Pescasseroli nel 1866, rimasto orfano nell’adolescenza, Croce superò il trauma tuffandosi in una frenetica attività filosofica, storica e critica, ritrovandosi nella maturità fiero avversario del fascismo e successivamente eroe repubblicano.