Capo Verde è uno scoglio atlantico di 4mila chilometri quadrati battuto dal vento oceanico. Per intenderci, ha le dimensioni e la densità abitativa del Molisedi Claudio Savellisabato 6 giugno 20263' di letturaCapo Verde è uno scoglio atlantico di 4mila chilometri quadrati battuto dal vento oceanico. Per intenderci, ha le dimensioni e la densità abitativa del Molise. Quando questi ragazzi scenderanno in campo negli Stati Uniti, saranno trascorsi esattamente 570 anni dalla scoperta dell’arcipelago. Prima di allora, su quelle isole non ci viveva nessuno. Erano un pezzo di terra vulcanica e disabitata in mezzo all’oceano. Oggi vanno al Mondiale... non per la prima volta. Dodici anni fa si erano già clamorosamente qualificati per l’edizione brasiliana del 2014, ma il sogno venne cancellato da un grottesco errore burocratico. Nel match decisivo contro la Tunisia, la federazione schierò Fernando Varela, dimenticandosi che doveva ancora scontare dei turni di squalifica. Sconfitta a tavolino, Tunisia ripescata e Capo Verde in lacrime. C’è chi sostiene ci sia una storia di corruzione dietro questo sbaglio: chissà. Stavolta il pass è stato conquistato con merito e una certa sorpresa, dominando il girone davanti al Camerun di Anguissa e dell’ex interista Onana: 23 punti in 10 partite, con sette vittorie, due pareggi e una sola ininfluente sconfitta in trasferta (un 4-1 a Yaoundé poi vendicato con l’1-0 al ritorno). Il paradosso è che Capo Verde non è incredibilmente riuscita a qualificarsi per la Coppa d’Africa giocata solo pochi mesi fa.STRATEGIA Ma come fa un Molise oceanico ad arrivare ai Mondiali? Con una strategia di import-export manageriale. Avendo oltre un milione di cittadini sparsi per il mondo (il doppio di quelli residenti sulle isole), la federazione ha trasformato gli alberi genealogici in una rete di scouting, pescando nei vivai di mezza Europa. L’apice si chiama Pico Lopes. Difensore degli Shamrock Rovers con un passato nelle giovanili dell’Irlanda, è stato convocato nel 2019 in un modo, diciamo così, alternativo: tramite Linkedin. L’allora ct Rui Aguas usò banalmente il social network del recruiting aziendale per scovare professionisti con ascendenze capoverdiane.