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Il presidente di Confindustria, Orsini, vede i problemi ma non indica la strada. L'intervento di Alberto Franceschini Weiss
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L’assemblea annuale di Confindustria ha avuto il merito di riportare al centro del dibattito un tema che troppo spesso viene sottovalutato: il rischio di progressiva marginalizzazione dell’industria europea di fronte alla crescente competitività della Cina.
Il presidente Emanuele Orsini ha descritto con efficacia il problema: dalla pandemia ad oggi la produzione industriale tedesca ha perso circa 13 punti percentuali e numerosi comparti della manifattura europea stanno subendo una pressione competitiva senza precedenti. Dall’Europa all’Italia, dal distretto ceramico emiliano alle macchine utensili, dalla meccanica all’automazione, il tema è comune: competere con produzioni asiatiche che beneficiano di costi inferiori, politiche industriali aggressive e spesso standard regolatori differenti. E da buon sassuolese, Orsini ha avuto buon gioco a citare i costi energetici spaventosi che l’industria ceramica emiliana sta subendo e che la rendono sempre meno competitiva.









