Il giardino di via Burchietti è ancora transennato. E ormai sono in diversi, a tre anni dalla prima chiusura, a un anno e mezzo dal crollo del pino secolare, a chiedersi quale sarà il destino di quell’area verde nel pieno centro della città. A farne una questione di principio è stato il consigliere Enrico Meriggi (Scandicci Civica) che periodicamente torna a chiedere conto all’amministrazione della sua scelta di continuare a tenere l’area chiusa con l’immancabile degrado che accompagna tutte le zone abbandonate a se stesse. "L’area è tuttora chiusa e inagibile – ha detto Meriggi - senza che sia stato comunicato alcun cronoprogramma di ripristino. Abbiamo presentato interrogazioni a raffica, ma non abbiamo mai ricevuto una risposta adeguata. Intanto le transenne restano lì, le fioriere vuote e senza piante, il quadro elettrico è aperto, ci sono rifiuti ovunque. Almeno ogni tanto si ricordano di ‘spuntare’ le erbacce e sono stati rimossi i legni del pino".
Anche sulla questione legno, Meriggi è tornato all’attacco. "Nel consiglio comunale del 16 gennaio 2025 – ha detto ancora il consigliere – la sindaca Sereni dichiarò che l’Amministrazione avrebbe recuperato il legno del pino in vari modi, con opere artistiche e arredi per le scuole, annunciando anche un progetto di raccolta delle testimonianze e dei ricordi dei cittadini legati all’albero. Quando potremo vedere i gli arredi per le scuole fatti col legno del ‘pino secolare’?". Il giardino di via Burchietti è di fronte a quello di piazza della Repubblica. Uno spazio centralissimo, nel mezzo della semipedonalizzazione di via Aleardi. Proprio nel salotto buono della città, resiste questo spazio vuoto, per il quale non è stato ancora deciso il futuro. Il primo passo sarebbe renderlo di nuovo accessibile ai cittadini.










