HomePoliticaCoalizioni e partiti, l’analisi di Vespa. Sinistra e destra: eppur si muovonoFra i tormenti dem e i movimenti dentro e fuori la Lega, l’ultimo anno di legislatura manda segnali al PalazzoFra i tormenti dem e i movimenti dentro e fuori la Lega, l’ultimo anno di legislatura manda segnali al PalazzoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciVespaEppur si muove… Partito dopo la scossa del referendum, l’ultimo anno di legislatura vibra di un inatteso brivido di vitalità destinato a mandare segnali significativi da sinistra a destra. Come vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno occupava una delle posizioni più alte nel Partito democratico. Il suo abbandono è stato accolto dal dispiacere formale di Elly Schlein, ma dalla soddisfazione informale del gruppo di comando Pd che non l’ha mai sopportata.

D’altra parte, la linea della segretaria è legittima e chiara: il nuovo Pd è un partito di sinistra-sinistra e i riformisti debbono farsene una ragione. Chi ha deciso di restare (Guerini, Delrio, Sensi. Gori chissà…) lo fa per nobili ragioni di principio e di appartenenza senza alcuna possibilità di incidere sulle scelte di fondo. Il Pd è ormai più vicino a Bonelli e Fratoianni che non a Conte. Il presidente del M5s, con l’etichetta mobile di "progressisti indipendenti", si sta infatti spostando verso il centro (no alla patrimoniale, attenzione alla sicurezza) per mantenere quell’elettorato trasversale (e infedelissimo al Pd) che ha sempre caratterizzato il Movimento.