Non si sa ancora in che mese del 2027 ci saranno le elezioni politiche, ma si può già mettere in conto che una variabile, fino a poco tempo fa imprevista, potrebbe condizionarne gli esiti e forse anche i futuri assetti di comando del Paese: la variabile Vannacci, l’onda che non t’aspetti e che invece si gonfia minacciosa, settimana dopo settimana, di aderenti, finanziamenti, iscritti, piazze piene e sondaggi ubriacanti.L’incursione del nuovo uomo forte è cominciata con l’imboscata che il generalissimo ha teso all’incauto Salvini, sedotto, abbandonato e adesso pure saccheggiato di parlamentari proprio dal suo fresco ex vicesegretario. A seguire, il leader del neonato Futuro Nazionale ha cominciato a sparare a raffica messaggi imbarazzanti anche per il governo Meloni, come se gli importasse zero di essere comunque stato eletto all’Europarlamento proprio nelle fila dell’esecutivo in carica. Quale futuro, dunque, per una coalizione che si ritrova in casa un leader che ha costruito la sua fulminante carriera post militare sul politicamente scorretto portato all’estremo? La summa del suo credo, apparsa come una folgore ne Il mondo al contrario (agosto 2023), contiene un campionario di nemici da combattere: femminismo, ambientalismo, gay e lesbiche («normali non lo siete, fatevene una ragione»), più una curiosità, così la chiama lui, per le persone di colore («fingevo di perdere l’equilibrio nella metro per poggiare accidentalmente la mano sopra la loro e capire se quella pelle fosse al tatto più o meno rugosa della nostra»).
L’onda che agita la destra
L'effetto Vannacci: i numeri e la campagna acquisti mettono in difficoltà la coalizione di governo in vista delle elezioni














