Diceva qualcuno che i sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là. Ma Stefano Bollani con il film, l’album e il tour di Tutta vita è riuscito a mettersene in tasca uno che riluce davanti alla macchina da presa della sua dolce metà Valentina Cenni e tra gli umori di una formazione ’All stars’ impreziosita dalla presenza di Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi e Roberto Gatto, Matteo Mancuso, Christian Mascetta e la figlia Frida Bollani Magoni. Il concerto che riunisce tutti stasera (alle 21) sul palco di Rocca Brancaleone, sotto l’egida del Ravenna Festival, è un’estensione naturale del racconto per immagini fatto dal film, che proprio per questo verrà proiettato in apertura di serata.
Valentina, da cosa nasce questo documentario girato su e giù dal palco del Rossetti di Trieste?
Cenni: "Una delle cose che mi affascina di più è il modo in cui questi musicisti si rapportano all’improvvisazione. Spesso si tende ad immaginarla come un gesto completamente libero, svincolato da qualsiasi struttura, ma non è così: anche la libertà ha bisogno di un linguaggio, di riferimenti condivisi, di regole più o meno esplicite. Mi sono chiesta quali fossero queste regole e, soprattutto, cosa accadesse nella mente di un jazzista nel momento in cui abbandona il percorso prestabilito e si affida all’ispirazione del qui ed ora".









