Al giro di boa il festival della Marina di Villasimius, giunto alla sua ottava edizione, ospita stasera alle 21.30, con la media partnership del gruppo editoriale L’Unione Sarda, Stefano Bollani e Valentina Cenni, in dialogo con la direttrice artistica Francesca Serafini su “Tutta vita”, il primo lungometraggio che vede Cenni alla regia.

Come è nata l’idea di un documentario sul jazz?

Cenni: «dalla mia voglia di raccontare il modo di vivere la musica del musicista jazz, che è un modo molto interessante perché è pieno di libertà, di consapevolezza e di saggezza. È un modo coraggioso di affrontare le cose, per cui per me il jazz in questo film è diventato una metafora: se noi nella vita vivessimo gli accadimenti come il musicista jazz vive la musica, tutto sarebbe migliore. Questo è il presupposto, e poi si è rivelato un incontro tra persone che si vogliono molto bene e che amano la musica in un modo tale da renderla protagonista delle proprie vite».

Un incontro transgenerazionale: da 21 a 86 anni.

Cenni: «Era la cosa che mi interessava: metterli insieme per far capire che in quel modo di vivere la musica non contano l’età o la provenienza… tutti sono lì in un modo molto orizzontale a vivere la musica e rapportarsi tra loro con grande curiosità».