"Se il piano di Electrolux passa, sarà un punto di non ritorno e il territorio rischia di morire". Lo ha detto David Grillini (foto), sindaco appena confermato di Cerreto d’Esi, incontrando i lavoratori dello stabilimento che la multinazionale vuole chiudere, nel quadro di un piano industriale che prevede 1.700 esuberi in Italia e tra questi i 170 del sito marchigiano. "Probabilmente siamo moribondi – ha aggiunto –, visto che negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare quattro vertenze molto gravi, ma la chiusura dello stabilimento non si può accettare, sarebbe la fine". Grillini ha ribadito che "il piano deve essere rivisto e questo non può essere considerato un territorio di conquista, dove c’è chi viene, prende le nostre competenze e poi va via, lasciandolo peggio di come lo ha trovato". "Abbiamo chiesto il supporto delle istituzioni a tutti i livelli – le parole del componente della segreteria della Fiom, Pierpaolo Pullini –. Il 15 giugno (secondo round del tavolo Electrolux, al ministero, ndr) il piano deve essere ritirato e poi si inizia a parlare, senza questa condizione, no. Capiamo le difficoltà, ma non che in un momento di lieve ripresa dei conti ci sia annunciato questo bagno di sangue con macelleria sociale".